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I Sodi Di San Nicolò Castellare Di Castellina

78.90

Il portabandiera e l’orgoglio di Castellare di Castellina, due volte nella Top 100 di Wine Spectator, più volte tre bicchieri e cinque grappoli. Orgoglio dell’azienda per aver saputo dimostrare la grandezza del Sangiovese accompagnato dalla Malvasia Nera.

2016

Ottimo con salumi e carni saporite, con piatti ricchi di succulenza e formaggi saporiti e stagionati. Molto apprezzato in abbinamento al Pecorino toscano

Sangiovese 85% Canaiolo 5% Malvasia Nera 15% Sangiovese 85% Canaiolo 5% Malvasia Nera

14% Alcool

Può rimanere in cantina: 20-30 anni

Profumi: frutta rossa matura che riconduce a note di confettura, ma anche di spezie, vaniglia e liquirizia.

Al palato è caratterizzato da una trama densa ed elegante, sostenuta anche dall’importante acidità del Sangiovese, i tannini sono assolutamente dolci e il finale lungo e molto persistente.

Temperatura di servizio: 18°

Tenere in orizzontale, al buio e senza sbalzi di temperatura

Perchè sono presenti degli uccelliini sulle etichette dei vini di Castellare?

Nelle vigne di Castellare di Castellina da oltre 40 anni non vengono usati prodotti chimici di sintesi proprio per tutelare la fauna locale e la salute.I volatili sono ormai una presenza iconica che contraddistingue i vini di Castellare rendendoli riconoscibili in tutto il mondo. Era il 1977 quando, per la prima volta, sull’etichetta del Vin Santo S. Niccolo’ e della prima annata de I Sodi di S. Niccolò apparve un Cardellino.

La scelta di usare questo delizioso uccellino venne presa da Paolo Panerai non solo per rendere omaggio alla sua bellezza, ma soprattutto per comunicare la filosofia produttiva dell’azienda: l’uso dei diserbanti e dei pesticidi era (e in parte lo è ancora) molto diffuso nell’area, tuttavia, sin da subito Castellare di Castellina ha deciso di evitare il ricorso a erbicidi, pesticidi e ad ogni genere di prodotto chimico sistemico, anticipando scelte analoghe intraprese da altre aziende negli anni a venire. E così, da quella primissima etichetta, ogni nuova annata omaggia una delle tante varietà d’uccelli a rischio estinzione che colorano la campagna chiantigiana.

Informazioni sul produttore, Castellare Di Castellina :

Castellare di Castellina è nata dall’unione di quattro poderi (Castellare, Caselle, San Niccolò e Le Case) realizzata da Paolo Panerai con l’obiettivo di produrre vino della migliore qualità possibile. Erano gli anni 70 ed era iniziato il cosiddetto Rinascimento del vino italiano. Un Rinascimento a cui Castellare ha avuto modo di dare il proprio contributo, tenendo insieme tradizione e innovazione. La tradizione nella cura delle vigne e dei terreni, distinti tra campi e sodi (laddove campi sono i terreni più facili da lavorare e sodi gli appezzamenti più duri ma migliori per la coltivazione della vite), nella scelta di produrre ancora un vino secondo il metodo del governo alla toscana, di rispettare il Chianti Classico usando solo vitigni autoctoni e di produrre un grande vino, riconosciuto a livello internazionale come uno dei più grandi rossi al mondo, usando solo vitigni autoctoni toscani. L’innovazione è stata perseguita in primo luogo con la realizzazione del primo vigneto sperimentale del Chianti insieme all’Università di Milano e all’Università di Firenze per attuare la prima selezione scientifica dei cloni del Sangiovese (qui chiamato Sangioveto). E poi con l’introduzione dell’uso della barrique in seguito a studi attenti e ai consigli di Emile Peynaud, il più celebre enologo che si ricordi, oltre alla cura costante di ogni processo di cantina che continua ancora oggi in quel lavoro incessante e sempre nuovo che è il produrre vini di qualità.

 

Castellare di Castellina, nel cuore del territorio del Chianti Classico ha in totale 80 ettari, di cui 20 a uliveto. Quelli a vigneto sono 33, situati sulle colline di un anfiteatro naturale, esposto a sud-est, con un’altitudine media di 370 metri sul livello del mare. Le vigne hanno un’età fra 7 e oltre 45 anni e le rese per ettaro a Castellare sono molto basse, per ottenere il massimo della qualità. Un’ottima esposizione al sole, un buon drenaggio dell’acqua, un suolo misto di marne calcaree, galestro e poca argilla danno vini, sia rossi che bianchi, molto ben strutturati, intensi e adatti a un lungo invecchiamento in bottiglia.

 

Nelle vigne di Castellare non si usano prodotti chimici di sintesi per il rispetto della natura e per fare vini organici. Questa filosofia è testimoniata dalle etichette che hanno ogni anno il disegno di un uccello diverso, sempre più raro per l’uso indiscriminato di veleni e diserbanti nelle vigne.

Peso1.5 kg

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