Castello Monsanto

Vi sono due luoghi a Monsanto che catturano ogni visitatore per il fascino e per la magia che vi si percepisce: la Collina del Poggio e la cantina storica del ‘700. L’Azienda ha origine proprio da qui. Così da una salita sul Poggio e da una discesa in cantina nacque per la prima volta l’idea di fare un Cru in Chianti Classico. Era il 1962 quando furono prodotte le prime 6.000 bottiglie del “Vigneto il Poggio”.Riuscire a trasmettere almeno un decimo delle emozioni che si provano visitando la cantina di Monsanto è molto arduo. I profumi, gli echi, i silenzi, gli strati di nobili muffe la rendono un posto unico che merita almeno una visita.

Dei 72 ettari impiantati a vigneto, tra i 260 e 310 metri s.l.m., 56 Ha sono a Sangiovese, il vitigno in cui l’azienda ha profondamente creduto fin dall’inizio. I cloni di Sangiovese presenti nei vigneti provengono da selezioni massali delle viti trovate nella vigna Il Poggio, “la madre” di tutte le vigne di Monsanto. In piccola percentuale sono poi presenti i due vitigni storici dell’uvaggio del Chianti Classico: Canaiolo e Colorino.

Nel 1976 Fabrizio Bianchi decise di sperimentare due vitigni non autoctoni: piantò la vigna Valdigallo, dove oggi si produce il Fabrizio Bianchi Chardonnay, e la vigna Il Mulino che per le sue caratteristiche pedo-climatiche è luogo ideale per la produzione del Cabernet Sauvignon.